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Rivoluzionario passo zero

/ Copertina: Locandina della personale La notte lucida in collaborazione con la Fondazione Garaventa, 2016


RIVOLUZIONARIO PASSO ZERO è il nome della raccolta che unisce i lavori prodotti tra il 2014 e il 2018 e sancisce la conclusione di una prima fase di ricerca. Riflettendo a posteriori sulle opere e sul vissuto di cui esse sono un distillato, credo che il filo rosso che le unisce possa essere definito come un abbandono progressivo di posizioni.
Posizioni sicure ma pericolosamente fisse vengono lasciate, opera dopo opera, in favore dell’intuizione di una maniera fluida di stare dentro la realtà, accogliendone l’incerto, il rischioso e l’orribile come una materia viva da forgiare.  
Caduto il ruolo dell’attualità o della cronaca come riferimento centrale di un’indagine, sono emersi invece quegli antefatti senza tempo che stanno sul fondo dell’animo di ognuno e che, sedimentandosi e sommandosi tra loro nel giusto tempo, liberano uno sguardo limpido e pertanto profondamente rivoluzionario sulle cose, lontano dalle trappole in cui cadono l’agitatore rabbioso, il fanatico e il semplice illuso.

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GEMELLI: IL MASCHIO E LA FEMMINA Dei due gemelli ritratti nell’opera solo uno esiste nella realtà ordinaria, l’altro è un’intuizione, il sospetto di un’unità perduta, forse un sogno. Vederli insieme per una volta è una scoperta. L’opera si concentra sul rapporto intimo e pulsante che esiste tra la parte sepolta e la parte emersa della realtà. Sebbene la prima sia perduta allo sguardo, per una scelta accidentale o forse per una volontà precisa, il loro dialogo è vivo e custodisce in qualche modo la soluzione all’enigma della vita.

ACCETTA IL DONO L’opera parla del dramma profondo connesso alla totale accettazione di sé. Una figura femminile si offre generosamente allo sguardo, ma un ostacolo, il coltello, attira l’attenzione dell’osservatore che finisce per guardare se stesso che guarda. Accettare il dono comporterebbe invece l’opposto, ossia fare l’immane fatica di gettare lo sguardo più avanti. Non significa essere indulgenti con se stessi. Significa anzi mettersi in moto per una radicale trasformazione che porti i due estremi di sé a toccarsi. Solo in questo senso è possibile darsi la reale opportunità di essere ricchi.

TRAVERSATA DEL GOBI In una vecchia intervista Jodorowsky diceva a proposito dei racconti di Castaneda: se è un inganno è inganno sacro. In effetti, un racconto che non sia poetico è solo una cronaca che tralascia tutti gli aspetti incomunicabili e perciò più profondi ed essenziali. L’inganno sacro è il vero protagonista di Traversata del Gobi che trae spunto da un passo del libro Incontri con uomini straordinari di Gurdjieff, nella cui maschera l’impossibile, il reale e l’irrealistico si incontrano fino a coincidere, aprendo la strada all’intuizione di nuove, profonde verità.

IL DUCA D’AUGE ESCE DALLA STORIA Il Duca d’Auge è il protagonista del romanzo I fiori blu di Raymond Queneau . Indomabile e iperattivo, ciò che incanta in lui è la qualità antistorica del suo agire continuo, completamente scollegato da qualsiasi idea moderna di progresso. Un modo di essere, il suo, di natura sapienziale, per cui il passato e la storia non sono luoghi per ribadire l’orgoglio e l’identità di un singolo o di un’intera civiltà, bensì per rintracciare, nella profondità della memoria, una verità sul proprio essere nel mondo.

CATALINA TRA I DANNATI Catalina è una figura immaginata, per metà umana e per metà divina. Un essere di transizione. Dall’aspetto freak e con il petto protetto da una corazza dorata, è separata dal mondo ordinario dalla ricchezza intesa come condizione dell’essere. Intorno a lei si trascina una umanità perduta perché pigra, lamentosa, corrotta e vile. L’opera è liberamente ispirata al dipinto I dannati di Felix Nussbaum.

SHAITAN TIENE COPERTO IL POZZO In tutte le tradizioni esoteriche occidentali così come nelle culture sciamaniche lontane dal Mediterraneo, Shaitan, ovvero Satana, ovvero lo Sfidante è un impulso interno all’uomo, l’“elemento antitetico”, una “forza di negazione” che si oppone al rischio insito nell’evoluzione. Una sorta di guardiano dell’abisso della personalità, custode feroce dell’istinto di sopravvivenza. Shaitan deve essere domato. Non esserne capaci è ciò che può essere pensato come il Male. 

VIGILIA DEL RITORNO La fede senza discernimento (il papa dietro la tenda) è il primo nemico che incontra sulla via chi si mette alla ricerca dell’Origine. La si incontra per anni percorrendo certe distanze in profondità ma il riconoscimento avviene in un solo e preciso momento, in concomitanza di qualche fatto eccezionale. Se allora si decide di schivarla si è fortunati. Ciò può causare amarezza ma anche la necessità di tornare indietro a portare i frutti (rompicapo, lucchetto e punto) di quel tratto di via. Il ritorno non è un fallimento. Bisogna saper stare in tutti i luoghi.

MARIA MANDINGA Liberamente ispirata alla protagostista del romanzo di García Márquez Dell’amore e di altri demoni, Maria è l’incarnazione di qualità che appartengono agli eroi del mito. Forza, fierezza, purezza d’intento, coraggio e imperscrutabilità.

© Giusi Lorelli. Tutti i diritti riservati

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