Che qualcosa soltanto accada è futile.
Ma che qualcosa accada e uno sguardo l’accolga in sé, è tutto.

Roberto Calasso


Dichiarazione d’artista

Il mio lavoro è il tentativo di ricordare un punto di origine.
È uno sforzo quotidiano, muto, incessante, un allenamento di nervi, immaginazione e mente.
La natura dell’arte è religiosa.
In essa si ritrovano la memoria e l’intuizione. In essa trovo il perché della frammentazione, il perché del susseguirsi delle epoche e delle invenzioni. Comprendo desideri ed errori delle generazioni a cui mi unisco, smetto di guardare me stessa e tolgo l’abito che è il mio nome.


Dalla critica

“A volte è necessaria l’accettazione. Di un’arte aspra, subdola, troppo vera da essere guardata. Così è Giusi Lorelli che mette in difficoltà il suo pubblico e lo pone davanti a una scelta di sguardi proibiti. Bisogna allenare l’occhio e concedergli il lusso di guardare, di non vergognarsi. Perché è forse questo quello che succede davanti a un’opera di Giusi: le maschere cadono e ci troviamo soli davanti a un oggetto che ci chiede di essere osservato attentamente.”

Elena Sabattini, curatrice

“Giusi Lorelli ritrae il momento sospeso, il “passo zero” che precede l’inizio della battaglia, rendendo palpabile la vibrazione emotiva di una situazione della quale non è scontato l’epilogo vittorioso. Anche lo spettatore deve soffermarsi, abbandonando ogni conoscenza pregressa: il linguaggio stesso di queste opere è infatti “rivoluzionario”, spesso con significati opposti all’iconografia classica.”

Claudia Andreotta, curatrice

[…]Come nell’opera Noccioli veri in bucce false, noccioli falsi in bucce vere la nostra è una condizione al limite: non conosciamo nulla o forse possiamo trovare un modo per conoscere? Il vero artista e il vero rivoluzionario hanno un ruolo fondamentale: riducono a brandelli la realtà che pensiamo di conoscere: una realtà posterizzata a tinte eccessivamente sgargianti. Dopo il passaggio dei rivoluzionari restiamo inermi, a terra , nudi alle prese con un’anima che si è finalmente risvegliata e un cuore che freme guardando speranzoso a quello che potrebbe giungere e, si spera, giungerà. […]

Elisa Larese, Tablinum Cultural Management
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