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Suggestioni andaluse

Foto dalla serie Suggestioni andaluse in controtempo

Il sole dell’Andalusia nella stagione estiva schiaccia a terra, rallenta e affanna ogni movimento, abbaglia e costringe a serrare gli occhi nell’attesa della notte tanto che in diversi momenti mi ha ricordato le parole di Camus su Algeri ne Lo Straniero: 

«Erano già due ore che la giornata non avanzava, due ore che aveva gettato l’àncora in un oceano di metallo fuso.»

Proprio questo aspetto violento della luce e del calore è il tema portante di Suggestioni andaluse in controtempo, in cui la dismisura degli attributi del giorno è mostrata attraverso la notte, e il caldo opprimente attraverso il bisogno del freddo. Le ombre profonde di edifici e chiese, i muri spessi che celano corpi alla ricerca di una salvifica fresca penombra, le finestre come gigantesche ferite che risucchiano in un biancore irreale, e le pozze di terra sbiancata o riarsa da un eterno mezzogiorno, sono prove della qualità invincibile di una terra che ha nell’eccesso di luce la sua grazia e la sua pena, e di un controtempo continuo di forze, appunto, che nascondono proprio dove più esibiscono e viceversa.

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© Giusi Lorelli. Tutti i diritti riservati

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