Categoria: Taccuino

  • Meno male che c’è il caos

    MENO MALE CHE C’è IL CAOS

    Giove e Semele, Gustave Moreau


    Meno male che c’è il caos che irrompe, sbatte e rivolta ogni cosa a suo piacimento, così uno può ricordarsi che per vivere bisogna affidarsi oltre che capirsi, e non cercare di controllare tutte le persone e le cose, come se le si potesse tenere in mano.

    © Giusi Lorelli. Tutti i diritti riservati.

  • Lo sguardo

    LO SGUARDO


    Ecco lo sguardo di chi può andarsene senza il pensiero di non aver fatto abbastanza, di non aver detto tutto quello che poteva dire, di non aver difeso cosa e chi andava difeso. Un uomo d’altri mondi, incidentalmente fotografo e inevitabilmente tra gli insuperabili.

    Sebastiao Salgado

    © Giusi Lorelli. Tutti i diritti riservati.

  • I convegni

    I convegni

    I CONVEGNI

    Uomini (tutti) che prevedono e descrivono la guerra informatica globale che sarà, che già è da anni, come un’opportunità per il mondo del lavoro. Uomini dai cinquanta in su che raccontano come uno stato intero possa facilmente essere affamato, distrutto o ridotto in schiavitù, col sorriso intrigante di chi sa giocare a quel gioco. Gente in camicia che a un aperitivo di gala ti butta lì che ha venduto un’intera città di hotel di lusso negli Emirati, ha venduto E POI costruito una città, capite?, di tot km quadrati con ogni ben di dio di comfort e “innovazioni” tecnologiche. Neo barbari ottocenteschi che, alla strafaccia del più elementare esame di realtà, sono ancora convinti che il mondo sia pongo da smanacciare, vendere e riverendere, gentaglia al soldo di chi paga di più, che sull’Ecce Homo di Antonello da Messina, all’epoca invenduto, dice “ha! è rimasto in stock”, firmando la battutaccia da asino di merda del 2024. 

    Uomini grassi e ineleganti, spesso accompagnati da donne elegantissime ma sciocche, disinteressate e impaurite, che affermano entusiasti che vorrebbero avere trent’anni di meno per poter sfruttare le enormi opportunità di questo tempo così instabile. Esseri inumani, impermeabili al dolore, alla morte, all’ingiustizia, alla distruzione, allo sfacelo, all’amore dei figli, delle madri, delle mogli e alla morte di dio, che invocano dio perché benedica il loro lavoro.

    Eserciti di padri, nonni, zii e vicini di casa irresponsabili, immaturi, falsi, radicalmente corrotti, rozzi cibernetici signori degli anelli, orgoglio dei manicomi. 

    Paolo Villaggio e Gigi Reder in Grandi Magazzini di Castellano e Pipolo

    © Giusi Lorelli. Tutti i diritti riservati.

  • Sfasciarsi è naturale

    SFASCIARSI È NATURALE


    L’onda si schianta e si sfascia in schiuma.
    La schiuma esplode e si sfascia in creste e spruzzi.
    Creste e spruzzi si irradiano e si sfasciano in nebbia.
    La nebbia galleggia un attimo prima di lanciarsi al suolo, si sfascia in acqua e finisce.
    Mi piace questo modo di fare

    Sfasciarsi è bello, sfasciarsi è naturale.
    In questo giro ci sono il ritmo e tutte le cause che mi servono.
    Darsi a tutto ciò che esprime la vita, lasciarsi sfasciare, cambiare forma senza guardarsi indietro, finire.

    Mi piace questo modo di fare.

    Mickey Rourke in The Wrestler di Darren Aronofsky

    © Giusi Lorelli. Tutti i diritti riservati.

  • La nostalgia del conflitto

    LA NOSTALGIA DEL CONFLITTO


    La nostalgia del conflitto, dei motori accesi, delle grandi trovate solitarie, degli esperimenti, dell’attenzione sempre a fuoco, delle intuizioni, delle somiglianze, del bersaglio d’oro oltre lo strapiombo.

    Emma Stone e Jonah Hill in Maniac

    © Giusi Lorelli. Tutti i diritti riservati.

  • Sacrificarsi. Continuamente farsi sacri.

    SACRIFICARSI. CONTINUAMENTE FARSI SACRI.

    Valhalla Rising, Nicolas Winding Refn, 2009

    Sacrificarsi. Continuamente farsi sacri. Risparmiarsi è mediocre, è disumano.  Costruirsi e consegnarsi, ripararsi e ridarsi, in onde e risacche, finché arriva il giorno in cui non apri più gli occhi. Tutto il resto è mediocre e disumano. Non voler sentire dolore è una rovina.

    Quale abisso tra sacrificarsi e darsi via: una causa esclusiva, lucidità, ritmo, pulizia del movimento pur negli errori, silenzio riconoscente sulle proprie macerie. Per quello che ne so. L’amore ha molte forme, la maggior parte irraggiungibili, le migliori delle altre invisibili per la maggior parte del tempo. Chi pronuncia facilmente amatestesso è il primo che non ha notizie di sé.

    Hai detto “cerco la luce”, hai acceso una lampadina e da allora svolazzi come una grassa falena pelosa in una notte perpetua. Io, arrogante giustiziere di falene, avrei aperto la finestra e magari sarebbe stata comunque notte  ma almeno una notte vera. 

    © Giusi Lorelli. Tutti i diritti riservati.

  • Chissà cosa dice la gente

    CHISSÀ COSA DICE LA GENTE


    Chissà cosa dice la gente chissà che consigli dà quale conforto, quale benedizione.


    Jean-Léon Gérome, Il duello dopo la mascherata

    Chissà quale ordine deve essere mantenuto qual è il muro dalla facciata così importante. Chissà dove uno mette le sue ossa più fragili, su quali sentieri, in quali mani, a quali venti i polmoni sfiniti, gli occhi appannati.

    Un muro è sempre un muro, un muro è sempre un ruolo, un vuoto è sempre un ruolo, al suolo steso, secco, morente.Non resta che cucinare ogni cosa così come arriva e tentare di farne un’opera d’arte.

    © Giusi Lorelli. Tutti i diritti riservati.

  • Blonde

    BLONDE

    Mi importa qualcosa della fedeltà ai fatti di fronte al mistero luccicante di una narrazione? No non me ne importa niente, soprattutto di notte. Gli spazi neri fra due avvenimenti o la minutaglia tagliata via da un’inquadratura, con una certa fortuna e un certo talento, sono quelle le cose che sussurrano un po’ di verità. Tutto il resto ai miei occhi è solo atmosfera.

    © Giusi Lorelli. Tutti i diritti riservati.

  • La famiglia

    LA FAMIGLIA

    Brutti sporchi e cattivi, Ettore Scola, 1976


    Ci si fa del male come in famiglia, nella certezza di non essere mai espulsi per il male, a patto di poterlo esercitare tutti a turno e a patto che poi venga dimenticato. C’è chi è sadico e chi è masochista, tutti lo sanno, tutto funziona. Confortevole, ben noto malessere. Ah, la famiglia tradizionale, che dio la benedica e la patria la difenda.

    © Giusi Lorelli. Tutti i diritti riservati.

  • Everybody is half dead

    Everybody is half dead


    EVERYBODY IS HALF DEAD, Everybody avoids everybody. All over the place, in most situations, most all the time. I know, I’m one of those, everybodies, and to me it is terrible. And so all I’m trying to do all the time is just open people up so they can feel themselves and let themselves be open to somebody else. That is all. That’s it.

    Nina Simone

    © Giusi Lorelli. Tutti i diritti riservati.

error: Content protected